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La scuola offre sostegno, attraverso un Progetto Educativo Individualizzato (PEI), agli studenti che presentano certificazione sanitaria probante la sua necessità. Il progetto formula obiettivi ed interventi mirati mediante l'analisi della situazione iniziale, che si avvale di schede di valutazione, questionari, colloqui con operatori scolastici ed extra‑scolastici, raccolta di informazioni, incontri con la famiglia. Nel progetto vengono prese in considerazione la seguenti aree: - cognitiva – affettivo/ relazionale – linguistica – sensoriale – psicomotoria – neuropsicologica – autonomia.

Vengono inoltre individuate le risorse, gli strumenti (docenti sostegno e curricolari, personale scolastico, ambiente scuola, laboratori disciplinari, testi specifici, materiale vario, schede operative, immagini) ed i metodi operativi (stages, laboratori, cooperative, aziende nel settore specifico). Il PEI assume dunque il carattere di un progetto unitario e integrato in una molteplicità di interventi espressi da una pluralità di operatori concordi sia sulle procedure, i tempi, le modalità degli interventi sia sugli obiettivi da raggiungere.

Tali obiettivi risultano essere:

§ promuovere processi affettivi mirati all'educazione integrale della persona diversamente abile, adoperando il sapere (le conoscenze) e il fare (abilità) come occasioni per sviluppare armonicamente la personalità in tutte le direzioni (sociali, cognitive, affettive, operative, creative, professionali).

§ prevedere i bisogni degli alunni diversamente abili, intervenire prima che si trasformino in malesseri, rimuovere gli eventuali effetti negativi dei condizionamenti sociali in maniera da favorire il massimo sviluppo di ciascuno.

§ stabilire tra tutti i soggetti coinvolti una costruttiva relazione educativa che implichi l'accettazione incondizionata l'uno dell'altro come persona, valorizzare senza deprimere, incoraggiare ed orientare, intervenire con autorevolezza quando necessario, sostenere, condividere.

§ mirare all'orientamento professionale dell'alunno diversamente abile favorendo la proprio identità e rivendicare un proprio ruolo nella realtà sociale, culturale, lavorativa.

Per quanto riguarda gli alunni affetti da Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), nelle more della costituzione di una rete di scuole a livello provinciale per la condivisione delle buone prassi, per la formazione, per la consulenza e per l’adozione di modelli comuni, ad esempio per quanto attiene il Piano Didattico Personalizzato (PDP), l’Istituto è comunque impegnato nella attuazione del Decreto MIUR n. 5669 del 12 luglio 2011 e relative Linee Guida. Lo stesso dicasi per la Direttiva 27 12 2012 avente per oggetto “Strumenti d’intervento per alunni con bisogni educativi speciali e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica” e relative indicazioni operative fornite dal MIUR con CM 8 del 6 Marzo 2013  le quali:

1.  hanno esteso il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento a tutti gli allievi con BES;

2.  hanno ricompreso nell’area dei BES lo svantaggio scolastico derivante da: disabilità; disturbi evolutivi specifici (DSA, ADHD, borderline…); svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale;

3.  hanno indicato nel Piano Didattico Personalizzato (PDP) e nel Piano Annuale dell’Inclusività della Scuola gli strumenti di lavoro utili per definire, monitorare e documentare i percorsi individualizzati e personalizzati degli alunni con BES nonché le strategie per un effettivo complessivo miglioramento.

A fronte  della disposizione Ministeriale in materia di Inclusione  s'introduce  il Servizio di Istruzione Domiciliare ( ID ) per gli insegnamenti  di ogni ordine e grado. Le indicazioni operative da parte del MIUR  sottolineano la necessità che ogni Istituzione scolastica inserisca ad inizio anno nel POF l’area di progetto per l’istruzione domiciliare, con le specifiche delibere degli organi collegiali competenti e che preveda nella propria contrattazione un accantonamento di fondi per cofinanziare l’eventuale attivazione di un progetto di Istruzione domiciliare, attraverso risorse proprie o di altri enti.

L’istruzione domiciliare si propone di garantire il diritto all’apprendimento, nonché di prevenire le difficoltà degli studenti e delle studentesse colpiti da gravi patologie o impediti a frequentare la scuola per un periodo di almeno trenta giorni, anche se non continuativi, durante l’anno scolastico.

In tali specifiche situazioni, l’istituzione scolastica di appartenenza dell’alunno, previo consenso dei genitori e su loro specifica richiesta, può attivare un progetto di Istruzione domiciliare secondo la procedura e i documenti specificati nella nota ministeriale. Tale progetto prevede, di norma, un intervento a domicilio del minore dei docenti dell’istituzione scolastica di appartenenza, per un monte ore massimo di 20 ore al mese.

Tutti i periodi di attività svolti in Istruzione domiciliare concorrono alla validità dell’anno scolastico (D.P.R 22 giugno 2009 n. 122).